L’innovazione rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività per le imprese agroalimentari. In un settore profondamente legato alla tradizione, ma allo stesso tempo chiamato a rispondere alle nuove esigenze del mercato, alla sostenibilità e alla digitalizzazione, le aziende sono sempre più spinte a fare innovazione di processo e di prodotto.
Proprio per indagare questo importante aspetto Eng4Life nel 2020 ha realizzato un’indagine quantitativa CAWI che ha coinvolto 133 aziende agroalimentari campane (56% aziende agricole e 44% di industrie alimentari) con l’obiettivo di analizzare il livello di innovazione nel settore del territorio, comprendere quali siano i principali fattori che favoriscono lo sviluppo innovativo e individuare gli ostacoli che ancora oggi rallentano le aziende del settore.
L’INDAGINE QUANTITATIVA
La ricerca è stata sviluppata attraverso una metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), i dati sono stati raccolti tramite un questionario online somministrato alle aziende appartenenti ai settori delle industrie alimentari e delle bevande localizzate nella Regione Campania.
Sono state contattate oltre 1300 aziende mediante posta elettronica certificata e l’indagine ha registrato 133 risposte valide, un risultato pienamente in linea con le percentuali di response rate registrate solitamente in questa metodologia.
Il questionario somministrato alle aziende campane è stato progettato per analizzare quattro dimensioni fondamentali che si è deciso di studiare:
- La diffusione dell’innovazione;
- Gli investimenti realizzati dell’aziende;
- Gli ostacoli ai processi innovativi;
- I bisogni delle aziende campane.
LE IMPRESE CAMPANE INVESTONO DAVVERO IN INNOVAZIONE?
Le imprese del settore agroalimentare intervistate hanno dimostrato una forte propensione all’innovazione. Oltre il 75% delle imprese (aziende agricole e industrie alimentari) intervistate hanno investito parte del fatturato in innovazione nell’anno precedente.
L’intenzione a ripetere l’investimento nel prossimo futuro è alta (il 77,4%) soprattutto per quanto riguarda le innovazioni di prodotto e processo. Tendenza confermata dalla propensione a svolgere l’attività di Ricerca & Sviluppo nei prossimi 3 anni.
In particolare, le imprese hanno concentrato gli investimenti soprattutto sul miglioramento dei prodotti e sull’ottimizzazione dei processi produttivi, mentre le innovazioni organizzative risultano meno frequenti.
Oltre il 50% delle imprese intervistate negli ultimi 3 ha partecipato a bandi regionali, il 32% ha registrato un marchio e il 22,7% ha preso parte a premi.
GLI INVESTIMENTI E I FATTORI OSTACOLANTI
Tra gli investimenti fatti nell’ultimo anno c’è l’acquisto di beni materiali, in particolare le industrie alimentari e delle bevande. Queste ultime hanno investito anche in attività di comunicazione e in formazione dei dipendenti in misura maggiore rispetto alle aziende agricole.
Le aziende agricole invece hanno dichiarato di aver affrontato spese per consulenze per svolgere attività di progettazione e sviluppare soluzioni innovative.
I principali fattori ostacolanti all’attività di innovazione sono legati ad aspetti finanziari, difficoltà ad ottenere finanziamenti pubblici (58,7%), costi di innovazione troppo elevati (49,4%) e mancanza di risorse finanziarie da destinare all’attività di innovazione (47,1%).
I canali di informazione utilizzati dalle aziende per mantenersi aggiornate sono: internet (66,8% dei casi), network personale (46,6%) e convegni (42,8%).
Le aziende agricole affidano molto il loro aggiornamento anche alle informazioni condivise dalle associazioni di categoria.
Le imprese intervistate hanno mostrato una alta sensibilità alle tematiche riguardanti l’ambiente. Il 66,7% delle imprese ha dichiarato di porre attenzione alla sostenibilità nella sua attività di impresa.
COSA MANCA ALLE IMPRESE CAMPANE?
Dall’indagine è emerso il bisogno di una realtà che le guidi nella stesura di progetti per la richiesta fondi (56,7%), nell’attività di innovazione (49%), nell’attività di marketing e comunicazione (49%) e nella formazione (43,9%).
Sentono l’esigenza di una realtà capace di coniugare l’offerta di questi servizi con l’attenzione al territorio tramite attività di promozione (75,6%) e la coordinazione di un network di imprese locali (85,3%).
IL RUOLO DELL’INGEGNERIA NELL’INNOVAZIONE AGROALIMENTARE
L’indagine evidenzia come il settore agroalimentare abbia bisogno di competenze sempre più multidisciplinari e di una guida all’innovazione.
L’ingegnere industriale, alimentare o chimico assume oggi un ruolo centrale non soltanto nello sviluppo tecnologico, ma anche nella gestione dei processi innovativi, nell’ottimizzazione produttiva e nell’introduzione di modelli sostenibili.
Dalle nuove tecnologie di packaging intelligente ai processi di conservazione innovativi, fino alla valorizzazione degli scarti agroindustriali, il contributo dell’ingegneria è sempre più strategico per accompagnare la trasformazione del comparto.
IN CONCLUSIONE
I risultati della ricerca mostrano un settore dinamico, interessato all’innovazione e sempre più orientato alla sostenibilità dei propri processi, alla digitalizzazione e ad una maggiore cura del consumatore finale.
Il settore agroalimentare campano possiede competenze, tradizione e capacità produttive. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste potenzialità in innovazione strutturata e continua, capace di rafforzare la competitività del territorio sui mercati nazionali e internazionali, con una forte componente ecologica. Per sostenere questa crescita fondamentale sarà il ruolo dell’ingegnere industriale.
I risultati dell’indagine:
Il settore agroalimentare campano - Report 01
